PARTE SECONDA
LA POVERTA’ NELL' ARREDAMENTO
CAPITOLO XXXI
LA MENSA PREPARATA A GRECCIO NEL GIORNO DI PASQUA:
FRANCESCO SI PRESENTA COME PELLEGRINO
SEGUENDO L'ESEMPIO DI CRISTO
647 61. Un giorno di Pasqua, nell'eremo di Greccio
i frati avevano preparata la mensa in modo più accurato
del solito, con tovaglie bianche e bicchieri di vetro. Anche
il Padre scende dalla cella per mangiare e vede la mensa rialzata
da terra e preparata con inutile ricercatezza. Ma se la mensa
ride, egli non sorride affatto.
Di nascosto e adagio adagio ritrae il passo, si pone in testa
il cappello di un povero, presente in quel momento, e con
un bastone in mano se ne esce fuori. E alla porta aspetta
che i frati comincino a mangiare, perché erano soliti
non aspettarlo quando non giungeva al segnale fissato.
Hanno appena cominciato e quel vero povero si mette a gridare
dalla porta: «Per amore del Signore Iddio, fate l'elemosina
a questo pellegrino povero e ammalato».
«Entra pure qui, tu, per amore di colui che hai invocato»,
gli rispondono i frati.
Entra subito e si presenta ai commensali. Quale stupore dovette
destare il pellegrino in quei comodi cittadini!
Gli danno, a sua richiesta, una scodella ed egli, seduto solo
per terra, la pone sulla cenere. «Ora sì, - esclama
- sto seduto come un frate minore!» E rivolto ai frati:
«Gli esempi della povertà del Figlio di Dio devono
stimolare noi più degli altri religiosi. Ho visto una
mensa preparata con ricercatezza ed ho pensato che non fosse
quella di poveri che vanno di porta in porta».
Il seguito del fatto dimostra come Francesco fu simile a quel
pellegrino, che nello stesso giorno era solo in Gerusalemme,
e nondimeno con le sue parole rese ardente il cuore dei discepoli.